cartofolo answered:
In effetti viviamo in un mondo frenetico in cui la tecnologia confonde il portato dei nostri istinti migliori e in cui l'ambiente sembra a misura di pochi a discapito dei molti; l'artificiosità prevale e la confusione impera.
Ma forse questa confusione nasce nel voler dividere e analizzare separatamente i fenomeni di una natura che è strettamente connessa in tutti i suoi aspetti e la cui sinergia non può prescindere dalle interferenze dell'uomo e di tutte quelle entità che la compongono.
Non c'è niente che non sia naturale.
Eventualmente ci sono fenomeni che favoriscono un aspetto della natura a discapito di altri.
Ai primordi dell'evoluzione della vita, l'ossigeno era un veleno per le creature che stavano nascendo dagli oceani; allora l'atmosfera era composta principalmente da anidride carbonica, ossido di carbonio, ammoniaca e metano.
Questo ha provocato la quasi estinzione di quelli che non si sono adattati al nuovo stato delle cose e favorito coloro che proprio attraverso l'ossigeno (veleno mortale) hanno saputo trarre beneficio.
Così nell'evoluzione della forma, della qualità e della coscienza, si è arrivati all'uomo, la cui caratteristica è quella di un'intelligenza creativa in grado di manipolare i fenomeni della natura per un vantaggio ipotetico.
Manipolare fino a quando?
Ecco che le risposte sinergiche dello stato delle cose crea delle soluzioni che vanno ascoltate, e solo quando diventa evidente che quel tipo di interferenza può essere pericolosa, ci può essere la correzione.
Purtroppo non prima.
Si stanno creando nuovi equilibri, e se questi devono passare attraverso la saturazione dei bisogni e rendersi evidenti con i pericoli che derivano dagli eccessi, significa che l'intelligenza creativa dell'uomo ha la necessità di sviluppare nuove capacità di giudizio e specialmente di coscienza.